Casi particolari
Impianti in età avanzata: cosa conta davvero
L'età anagrafica non è un criterio di esclusione. Lo sono, eventualmente, alcune condizioni di salute e alcuni farmaci.
Interventi riusciti in pazienti oltre gli ottant'anni sono documentati e frequenti. Quello che va valutato è lo stato di salute generale, non la data di nascita.
Nei pazienti più anziani si privilegiano protocolli meno invasivi, per esempio la tecnica flapless, che accorciano la seduta e riducono il carico post-operatorio.
Spesso l'obiettivo non è rifare tutta la bocca. Stabilizzare con due o quattro impianti una protesi mobile che si muove è un intervento contenuto, e restituisce la possibilità di masticare cibi che erano stati messi da parte.
Domande
Quello che ci chiedono più spesso
- L'intervento è troppo pesante alla mia età?
- Nella maggior parte dei casi l'impegno è paragonabile a quello di un'estrazione complessa, e talvolta inferiore. Quando serve, si frazionano le sedute invece di concentrare tutto in una volta.
- Prendo dei farmaci: è un problema?
- Va detto in prima visita, con l'elenco completo. Anticoagulanti e antiaggreganti richiedono di concordare la gestione con il medico curante. I bifosfonati e gli altri farmaci per l'osteoporosi meritano una valutazione a parte, perché incidono sul rimodellamento osseo: in alcuni casi la chirurgia implantare è sconsigliata, e la risposta onesta arriva dopo aver letto la terapia, non prima.
- Il diabete è una controindicazione?
- Non di per sé. Un diabete ben compensato è compatibile con l'implantologia; uno scompensato rallenta la guarigione e aumenta il rischio di infezione. Il parametro si guarda insieme al diabetologo.